Joe Rogan e Spotify: l’era delle esclusive ha inizio

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Joe Rogan e Spotify si accordano. Spotify pagherà il numero del podcasting mondiale l’equivalente di 26 miliardi di download sulla piattaforma (quindi circa 100 milioni di dollari). Nessun artista ha mai guadagnato così tanti soldi. In cambio, oltre all’esclusiva di piattaforma audio, il podcast, nella sua versione video, sarà rimosso da Youtube.

Si tratta di una notizia di una rilevanza strategica anche considerando la notizia di un interessamento, da parte di Spotify, di una estensione del business del podcast, sul fronte video, appunto, andando così in diretta concorrenza con Youtube e Twitch, in questo momento le piattaforme preferite dai podcasters per la distribuzione video dei loro podcast.

Michael S. Schwartz – CNBC.COM

Questo investimento è chiaramente un altro degli accordi che rende indiscutibilmente Spotify la regina incontrastata del mondo del podcasting globale. Oggi più che ieri, il podcasting ha conosciuto un ulteriore boost sia nella produzione che nel consumo, dall’emergenza COVID-19. Nuovi show, nuovi formati, nuove abitudini hanno sicuramente danno un’ulteriore spinta alla crescita di questo medium.

Ancora non è chiaro in che modo Spotify inizierà a rientrare di questi immensi investimenti, c’è da dire. Sicuramente, le subscriptions aumenteranno, anche se Joe Rogan ha chiaramente detto che il suo podcast rimarrà gratuito. E quindi con l’advertising. Ma allora sarà necessario individuare un modello di revenue share con i produttori che non saranno molto contenti di trovare audio ads prima dei loro podcast.

Stiamo a vedere: niente è ancora scritto ma tutto è molto veloce, quindi le risposte a queste domande le avremo nei prossimi mesi. E se Spotify continuerà a fare quello che sta facendo, davvero non dovremo attendere così tanto.

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